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Radiofonia

Che cosa fa un Giornalista Radiofonico?

Fa diventare un fatto, notizia e lo fa con competenza, coscienza artistica, bagaglio culturale, ecco quindi la prima seria sforbiciata per chiunque avesse voluto fare lo speaker radiofonico: ci voleva tecnica e la tecnica si studia… Ascoltando una radiocronaca della fine degli anni 80°, difficilmente i più capivano cosa significasse «scatta deciso sulla fascia laterale, dribbla la tripletta in difesa ed è Gooool» ma è indubbio che la carica trasmessa dal radiocronista fosse contagiosa e positiva. Stava nascendo la cultura radiofonica e pertanto uno stile.

L'evoluzione del Linguaggio Giornalistico

La volontà di redigere un giornale radio quanto più possibile di qualità ma senza la formalità tipica della Rai e la ricerca di quello che, con il passare degli anni, si sarebbe chiamato «format», animò le redazioni radiofoniche. Un “italiano”, giornalisticamente parlando, in trasformazione anche nella carta stampata, come sottolineato nel 1987 dall’Accademia della Crusca: «Gli italiani scritti», oltre che da uno dei testi di riferimento per i professionisti del settore. (1)

La Pubblicità Radiofonica

Nemmeno a dirlo, la pubblicità condizionò profondamente il nostro linguaggio e la nostra capacità di scelta. Come in ogni paese ricco, anche i Calabresi degli anni ’80 non cercavano tanto il prodotto funzionale, quanto quello di moda, destinato a rompersi in fretta per essere sostituito. All’epoca non esistevano ancora le grandi stazioni broadcast nazionali: perciò anche la pubblicità delle maggiori aziende italiane ed estere veniva trasmessa sulle emittenti locali. La distribuzione delle campagne era decisa da importanti agenzie di comunicazione del Nord, che si avvalevano degli studi di mercato della Nielsen Company, multinazionale con sede negli Stati Uniti e filiale in Italia.

Lo Speaker Radiofonico

Facile pensare a un tipo stravagante “puzzolente” di tabacco con la sigaretta in bocca e in effetti, l’immagine fornita da film svilenti la figura professionale o ancora copertine di dischi di successo, hanno trasmesso questo aspetto sicuramente distorto. (1) (2) In verità lo Speaker professionista ha una cultura ibrida, svolazza tra il giornalismo commentato con un linguaggio apparentemente familiare e la presentazione di un disco, media la discussione tra un ascoltatore e un politico, «limitando i danni» nei momenti tesi o «mettendo fuoco alla paglia» in quelli morti.

Le Tecnologie Digitali

Gli anni a seguire modificarono fortemente i giornali radio e tutta la programmazione delle Stazioni Calabresi: le nuove tecnologie, l’utilizzo professionale del compact disc, registratori sempre più portatili, i primi telefoni analogici portatili «tacs», (1) spianarono la strada a quello che da lì a poco sarebbe diventato il Citizen Journalism (2).

2010 La trasformazione delle radio

Con la prima decade del 2000 la radio generalista conobbe in Italia un successo straordinario, con ascolti altissimi come non si vedevano da anni. Tale crescita fu favorita, forse, dal contemporaneo calo degli spettatori televisivi: un sondaggio del 2004 rivelava infatti che oltre il 45% degli italiani preferiva la radio alla televisione. La radio, soprattutto quella musicale, si dimostrò capace di condizionare i gusti del pubblico molto più del previsto, grazie alle proprie programmazioni.

Il successo della radio nell’ultimo ventennio è dovuto anche all’evoluzione di Internet e del «web 2.0», che ne divennero immediatamente parte indissolubile.

Edoardo Maruca

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