2010 La trasformazione delle radio
Con la prima decade del 2000 la radio generalista conobbe in Italia un successo straordinario, con ascolti altissimi come non si vedevano da anni. Tale crescita fu favorita, forse, dal contemporaneo calo degli spettatori televisivi: un sondaggio del 2004 rivelava infatti che oltre il 45% degli italiani preferiva la radio alla televisione. La radio, soprattutto quella musicale, si dimostrò capace di condizionare i gusti del pubblico molto più del previsto, grazie alle proprie programmazioni.
Il successo della radio nell’ultimo ventennio è dovuto anche all’evoluzione di Internet e del «web 2.0», che ne divennero immediatamente parte indissolubile.
Agli inizi del 2000 la rete entrò prepotentemente nella vita di tutti, coinvolgendo anche la “catena” radiofonica e sovvertendo equilibri e priorità consolidate. Oggi, infatti, quando si parla di musica e notizie si intende quasi esclusivamente ciò che passa da un sito dentro il nostro telefonino o PC. L’ascolto, nel senso più generale del termine, appare più liquido e forse meno consapevole. Spotify o YouTube sono diventati l’ultima speranza per quanti continuano a credere che la musica “incisa” rimanga il cavallo di battaglia di ogni emittente radiofonica, con un presente e un futuro; da qui il predominio dei download e, ancor più, dello streaming.
Facebook, Instagram, TikTok e altri social hanno preso il posto della radio nel senso più tradizionale del termine: figuriamoci se oggi ha ancora senso parlare di radiofonia “pura”. Inoltre, proprio agli inizi del 2000, gli editori iniziarono a fare proprio il concetto di “radio di segmento” anche a livello locale: non più stazioni rigidamente generaliste, ma diversi modi di intendere l’offerta radiofonica, mirati a specifici target di riferimento.
In Calabria, sono diffuse molte radio di segmento e generaliste:
Radio Religiose - Radio Maria e Radio Vaticana
Radio All News/Talk - Radio24 - Sportiva
Radio Oldies – Radio Ricordi (Calabrese) e R.Italia anni 60
Radio Adult Conteporaney - Rtl 102,5 – R.101
Radio Young Adult – Radio Montecarlo - Radio Capital
Radio Folk – Radio Balla Balla (Calabrese)
Radio CHR – Radio 105
Radio Musica Italiana – Radio Italia e Radio Latte e Miele
Radio Dance – M2O
Radio Rock – R. Virgin – R. Freccia
R All Music – R. Juke Box (Calabrese)
R. Hit Radio - R.D.S - – Kiss Kiss
R. Generaliste - Radio Deejay
Radio Calabresi Generaliste
Radio AKR - Acri (CS)
Antenna Bruzia. Cosenza (CS)
Rlb. Bisignano (CS)
Cometa Radio. Corigliano Calabro (CS
Radio Gamma Gioiosa. Marina di Gioiosa Jonica (RC)
Radio Italianissima. Lamezia Terme (CZ)
Jonica Radio. Terranova Da Sibari (CS
Radio Jukebox. Lamezia Terme (CZ)
Radio King International. Palmi (RC)
Radio Nord Castrovillari. Castrovillari (CS)
Radio One Scalea. Scalea (CS)
Promomedia. Gerace (RC)
Radio Roccella. Roccella Jonica (RC)
Radio Sibari Sole. Cassano allo Ionio (CS)
Radio Sound. (CS).
Studio54Network. Calabria
Radio Studio 97. Crotone (KR)
Touring 104. La Radio del Ponte (RC)
Radio Valentina. Soverato (CZ)
I nuovi linguaggi Radiofonici
Se la radio è lo specchio della società in cui è collocata: non può non rifletterne vizi e virtù, valori e mediocrità. È indubbio che la capacità dialettica media degli ultimi anni sia notevolmente diminuita, complice la diffusione degli «attach» (immagini, note o filmati inseriti nei messaggi ormai quasi totalmente multimediali), strumenti atti a rafforzare il significato del messaggio verbale, che non necessita più di un’articolazione lessicale particolarmente complessa. La rivoluzione dei giornali on-line, favorita dall’altissimo tasso di analfabetismo funzionale, ha coinvolto anche questi ultimi in un processo di adattamento alla comunicazione digitale.
La sintassi degli articoli on-line è infatti caratterizzata da una marcata frammentazione del significato, legata all’influsso della lingua parlata e, in particolare, del parlato televisivo. Da un lato, la preferenza per periodi brevissimi — spesso ridotti a una sola frase — può essere ricondotta a esigenze di chiarezza e incisività, una sorta di recupero della funzione denotativa tipica del giornalismo anglosassone; dall’altro, il rischio è quello di un’omogeneità della scrittura e di una certa piattezza stilistica, colmabile però grazie ai numerosi collegamenti ipertestuali e multimediali.
L’impennata della forma di giornalismo sviluppatasi grazie a Internet, definita «Citizen Journalism», non prevede una comunicazione unidirezionale dall’emittente al ricevente, ma una partecipazione attiva di quest’ultimo. I ruoli si invertono continuamente: il destinatario dell’informazione diventa emittente e viceversa. Questo processo, se da un lato arricchisce la dinamica comunicativa, dall’altro riduce la capacità di una verbalizzazione composita ed esaustiva, tipica dei giornalisti o dei professionisti della comunicazione.
La Radio e l’analfabetismo Funzionale
In un’intervista al linguista Tullio De Mauro sui nuovi dati dell’analfabetismo in Italia, emerge che “meno di un terzo della popolazione italiana avrebbe i livelli di comprensione della scrittura e del calcolo necessari per orientarsi nella vita di una società moderna. Il peso sullo sviluppo economico e sociale resta enorme”. Secondo De Mauro, “il grave analfabetismo strumentale e funzionale incide negativamente sulle capacità produttive del Paese ed è responsabile del ristagno economico che affligge l’Italia dai primi anni Novanta. La percentuale degli italiani che comprende i discorsi politici o che sa come funzioni la politica italiana è certamente inferiore al 30%”.
L’UNESCO definisce l’analfabetismo funzionale come la condizione di una “persona incapace di comprendere, valutare, usare e farsi coinvolgere da testi scritti per intervenire attivamente nella società, per raggiungere i propri obiettivi e per sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità”. In generale, l’alfabetizzazione è intesa come la somma delle abilità di lettura, scrittura e calcolo sviluppate in ambienti formativi da giovani e adulti. L’alfabetizzazione funzionale rappresenta un livello più elevato, orientato al mondo del lavoro e all’uso continuativo delle competenze di lettura e scrittura. L’obiettivo principale non è semplicemente saper leggere e scrivere, ma utilizzare tali capacità per partecipare attivamente ed efficacemente alle attività che richiedono un certo livello di conoscenza della comunicazione verbale.
L’analfabetismo funzionale è un concetto dinamico e complesso, continuamente ridefinito dallo sviluppo della società, e non può essere definito in modo univoco. I criteri di valutazione variano da nazione a nazione e da ricerca a ricerca. Una distinzione convenzionale è quella tra analfabetismo puro o strumentale e analfabetismo funzionale. Una persona completamente analfabeta non è in grado di leggere o scrivere; al contrario, una persona funzionalmente analfabeta possiede una base di alfabetizzazione, ma con un grado variabile di correttezza grammaticale e stilistica.
Per esempio, l’“alfabetismo da prosa” indica un livello di alfabetizzazione al di sotto della base: una persona può leggere un breve testo e ricavarne un’informazione elementare; mentre chi ha un livello inferiore nel calcolo può compiere solo operazioni semplici, come un’addizione. In Italia, il 47% della popolazione, pur sapendo leggere e scrivere, non riesce a comprendere le informazioni né a interpretare la realtà. Questo dato colloca il Paese tra quelli con la più alta incidenza di analfabetismo funzionale.


Da notare che questo dato è il più alto in assoluto tra tutti i paesi sviluppati, solo la Spagna sembra seguire da vicino l’Italia.
Analfabetismo Funzionale nel Mondo
Ecco di seguito due tabelle riassuntive sulla percentuale di analfabetismo funzionale di età tra i 16 e i 65 anni dati Human Developmen (8). Dati riassuntivi percentuali di analfabetismo funzionale di età tra i 16 e i 65 anni per alfabetismo da prosa “persone che possono leggere un breve testo e comprendere una piccola informazione elementare (9)

L’e-taliano
Indubbiamente Internet o più semplicemente la digitalizzazione, sono riusciti a condizionare la lingua Italiana fino alla trasformazione. Non più modi di dire legati alla moda del momento, ma una nuova varietà di italiano, prima scritto e poi parlato, nell'ambito della continua evoluzione della comunicazione telematica (10). Verso la metà degli anni '80, il linguista Francesco Sabatini sanciva la nascita dell’«italiano dell’uso medio». Un “lingua” che finalmente gli italiani cominciavano a parlare davvero, affiancandola o sostituendola al dialetto nella vita di tutti i giorni. Oggi, a trent’anni di distanza, c’è anche un “italiano” scritto nella vita di tutti i giorni. Potremmo considerare l’e-taliano il nuovo De vulgari eloquentia del 2000? (11). Quello che appare difficile da capire piuttosto, è come abbiano fatto i dialetti ad avere superato la frontiera della digitalizzazione telematica sposando perfettamente le nuove terminologie; dunque «chittà mangiato oje» trad. cosa hai mangiato oggi, lo si trova su Whatsapp o su Facebook ma ancor più mix incredibili del tipo «spedisciami na mail curi pin e a pass» trad. invia una mail con il pin e la password, offre spunto di riflessione per i linguisti più attenti».
Conclusioni
In sociologia, il termine generazione identifica un insieme di persone vissute nello stesso periodo ed esposte a eventi che ne hanno segnato l’esperienza. La mia analisi sul linguaggio delle radio private riguarda tutti quegli individui influenzati dalle stesse informazioni, mode e abitudini che hanno caratterizzato il periodo compreso tra il 1976 e il 2016: quarant’anni di radiofonia locale attraverso cui sono passati milioni di sogni, parole, musiche ed emozioni che hanno accompagnato diverse generazioni.
Grazie alla radio locale abbiamo conosciuto meglio la trasformazione della società e della politica, abbiamo imparato i testi delle canzoni e ascoltato le ultime notizie. Oggi non esiste più quella radio “fiabesca” che catturava l’attenzione di milioni di persone, fulcro e crocevia di mille pensieri; eppure, pur indebolita dalle nuove tecnologie, la radio conserva ancora il suo ruolo seducente.
È certo che la radio non possa più proporsi come mezzo a sé stante (così come la televisione), ma debba essere connessa ad altre offerte mass-mediali. Fino a poco tempo fa, quando Internet non aveva ancora preso piede, si attribuiva ai mass media il carattere di comunicazione a una via.
La radio, tuttavia, riusciva a distinguersi grazie alla sua velocità di esecuzione. Un contesto ben diverso da quello dei cookie richiesti dai siti web, che hanno introdotto un nuovo concetto di comunicazione individuale tra emittente e ricevente, basato su un processo di feedback: una reale integrazione tra chi trasmette e chi riceve, sconosciuta ad altri mezzi.
Probabilmente i futuri sistemi di digitalizzazione del segnale radiofonico potranno consegnare alle radio quel feedback immediato tipico della Rete, ormai indispensabile alla moderna comunicazione. In tal caso, il carattere di unidirezionalità e i suoi effetti (come la passività del ricevente) risulteranno ampiamente ridotti.
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(1) cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0 Il termine 2.0 è mutuato direttamente dallo sviluppo software nel quale la notazione puntata indica l'indice di sviluppo e successiva distribuzione (release) di un particolare software. In questo caso la locuzione pone l'accento sulle differenze rispetto al cosiddetto Web 1.0, diffuso fino agli anni novanta, e composto prevalentemente da siti web statici, senza alcuna possibilità di interazione con l'utente eccetto la normale navigazione ipertestuale tra le pagine, l'uso delle e-mail e dei motori di ricerca. Un esempio potrebbe essere il social commerce, l'evoluzione dell'E-Commerce in senso interattivo, che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedback ecc.
(2) Nel linguaggio multimediale un file allegato ad una e-mail. È possibile allegare uno o più file alla stessa e-mail, e questi possono essere file di qualsiasi formato
(3) next (5)
(4) Tullio De Mauro è stato il più autorevole linguista italiano. De Mauro ha insegnato linguistica in diverse università italiane e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Filosofia, e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici, nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università la Sapienza di Roma. Già ministro della pubblica istruzione (aprile 2000-giugno 2001, governo Amato), ha presieduto la Società di Linguistica Italiana (1969-73) e la Società di Filosofia del Linguaggio (1995-97). Nel novembre 2006 ha contribuito alla fondazione dell’associazione Senso Comune per un progetto di dizionario informatico, di cui è tuttora presidente. È stato socio ordinario dell’Accademia della Crusca.
(5) L’analfabetismo italiano e la Repubblica fondata sull’ignoranza di Filomena Fuduli Sorrentino per lavocedinewyork.com
(6) cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Organizzazione_delle_Nazioni_Unite_per_l%27educazione,_la_scienza_e_la_cultura L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura
L'UNESCO è un'agenzia specializzata delle Nazioni Unite creata con lo scopo di promuovere la pace e la comprensione tra le nazioni con l'istruzione, la scienza, la cultura, la comunicazione e l'informazione per promuovere "il rispetto universale per la giustizia, per lo stato di diritto e per i diritti umani e le libertà fondamentali"quali sono definite e affermate dalla Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.
(7) Cfr. http://www.oecd.org/skills/piaac/Country%20note%20-%20Italy%20(ITA).pdf
(8) Cfr. Human Development Report 2009: "Overcoming barriers: Human mobility and development" (PDF), undp.org. URL consultato 25 giugno 2017
(9) Cfr OECD, Statistics Canada (2011), Literacy for Life: Further Results from the Adult Literacy and LifeSkills Survey, OECD Publishing (PDF), statcan.gc.ca, p. 61. URL consultato 25 giugno 2017
(10) Saper digitare non equivale a saper scrivere – spiega Giuseppe Antonelli, professore di Linguistica italiana all’Università di Cassino e studioso dell’evoluzione dell’italiano nell’era del web – perché i testi digitati nei social media, negli sms o nelle chat sono frammentari e quindi incompleti. Quasi sempre improvvisati. Più che di italiano, è il caso di parlare di e-taliano: una varietà che per le persone colte rappresenta solo uno dei tanti registri possibili, mentre per tutti quelli che scrivono solo in queste piattaforme può diventare l’unica forma di scrittura». (Marco Todarello, Vanity Fair.it, 17 settembre 2012
(11) cfr. Il De vulgari eloquentia (L'eloquenza in lingua volgare) è un trattato in lingua latina scritto da Dante Alighieri tra il 1303 ed i primi mesi del 1305.Pur affrontando il tema della lingua volgare, è scritto in latino perché gli interlocutori a cui si rivolge appartengono all'élite culturale del tempo. È rimasto incompiuto.
(12) cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Cookie
I cookie sono un tipo particolare di magic cookie, una sorta di gettone identificativo, usato dai server web per poter riconoscere i browser durante comunicazioni con il protocollo HTTP usato per la navigazione web. Tale riconoscimento permette di realizzare meccanismi di autenticazione, usati ad esempio per i login; di memorizzare dati utili alla sessione di navigazione, come le preferenze sull'aspetto grafico o linguistico del sito; di associare dati memorizzati dal server, ad esempio il contenuto del carrello di un negozio elettronico; di tracciare la navigazione dell'utente, ad esempio per fini statistici o pubblicitari. I cookie, e in particolare i cookie di terza parte, sono comunemente usati per memorizzare le ricerche di navigazione degli utenti
(13) cfr. https://it.wikipedia.org/wiki/Digital_Audio_Broadcasting
il Digital Audio Broadcasting (DAB), dalla lingua inglese diffusione audio digitale, è uno standard di radiodiffusione digitale che permette la trasmissione sonora di programmi radiofonici con qualità paragonabile, nella sua ultima versione (DAB+), a quella di un compact disc. La trasmissione digitale permette la diffusione di testi o immagini affiancanti la trasmissione radiofonica. La possibilità di usare tali funzioni è esclusivamente determinata dal tipo di ricevitore usato.
(14) Sala Radio totalmente digitale
(15) Software per la registrazione digitale
BIBLIOGRAFIA
Nuove norme in materia di diffusione radiofonica e televisiva Gazzetta Ufficiale n. 102 del 17 aprile 1975
Statistiche e confronti dall’ Istituto nazionale di statistica http://www.istat.it/it/
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA con note http://www.quirinale.it/qrnw/costituzione/pdf/costituzione.pdf
Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 102 del 17 aprile 1975, Legge 14 aprile 1975, n. 103
Ciao 2001 fu una rivista settimanale italiana degli anni settanta e anni ottanta di argomento musicale. La rivista, che nacque nel 1968 dalla fusione delle testate Ciao amici e Big, inizialmente si chiamava Ciao Big e fu pubblicata fino al 2000
Popster. La prima rivista poster di musica pop, rock, soul, jazz, country, anche conosciuta con il solo nome Popster, è stata una rivista mensile fondata a Roma nel 1976
Il Mucchio selvaggio. Mensile di musica e cultura indipendente, è una rivista periodica italiana, fondata nel 1977 a Roma
Muzak è stata una rivista musicale italiana che fu fondata a Roma nel 1973. STORIA DELLA HIT PARADE ITALIANA DI MARIO BONATTI http://www.hitparadeitalia.it/mono/hp.htm
Dischi caldi era una trasmissione radiofonica della RAI della metà degli anni anni settanta, https://it.wikipedia.org/wiki/Dischi_caldi http://www.hitparadeitalia.it/hp_yends/hpe1970.htm
http://www.treccani.it/enciclopedia/dialetti-meridionali
sentenza n. 5259/1984 della Sezione I civile della Corte di Cassazione
Decreto Ministro Poste e Telecomunicazioni 9 dicembre 1993, n. 581 Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico (G.U. n.8 del 12.1.1994)
Carrada, Il mestiere di scrivere, Apogeo, 2007
https://it.wikipedia.org/wiki/Regola_delle_5_W
Decreto Ministro Poste e Telecomunicazioni 9 dicembre 1993, n. 581 Regolamento in materia di sponsorizzazioni di programmi radiotelevisivi e offerte al pubblico
Istituto di Pubblicismo di Gian Luigi Pezza Linguaggio radiofonico e televisivo
Audiradio era una società che si occupava dell'indagine sull'ascolto radiofonico in Italia
Teorie e tecniche di conduzione radiofonica di Giorgio d’ecclesia
Human Development Report 2009: "Overcoming barriers: Human mobility and development" (PDF), undp.org. URL consultato 25 giugno 2017
OECD, Statistics Canada (2011), Literacy for Life: Further Results from the Adult Literacy and Life Skills Survey, OECD Publishing (PDF), statcan.gc.ca, p. 61. URL consultato 25 giugno 2017
Il giornalismo radiofonico di Enrico Menduni in Il giornalismo in Italia
Carta dei Diritti Fondamentali delle Nazioni Unite.
L’analfabetismo italiano e la Repubblica fondata sull’ignoranza di Filomena Fuduli Sorrentino per lavocedinewyork.com
Marco Todarello, Vanity Fair.it
"L'Evoluzione del Linguaggio e del Giornalismo nella storia delle Radio Private" (di Edoardo Maruca)


