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Gli Apocalittici del 5G, ignoranza e fantasia 

Cavalcare i luoghi comuni è sempre stata prerogativa di chi, desideroso di visibilità, ha sfruttato la credulità popolare. Siamo già abituati a pranoterapeuti, chiromanti, esoteristi di quart’ordine e persino ai terrapiattisti; ma c’è di peggio: i nuovi apocalittici che cercano nel progresso le cause d'improbabili catastrofi prossime venture. Per qualche anno ci siamo sorbiti le fake sulle scie chimiche, ora è il momento delle false informazioni sul 5G. Assistiamo a proteste di vario tipo, gente che manifesta per strada, occupa aule consiliari e alla domanda; perché secondo voi la rete 5g fa male? Non lo sappiamo, rispondono; fa male e basta…

Sia chiaro che non esiste nessun documento ufficiale che attesti come e quanto il 5G faccia male. Chi sostiene il contrario è un ignorante che non si è documentato o ha ascoltato qualche politico o relatore tecnico in cerca di consensi o protagonismo. La scienza ufficiale si è espressa attraverso l'Istituto Superiore della sanità (Iss). Quest’ultimo, durante un’audizione alla Camera ha chiarito che gli impianti 5G, per le loro caratteristiche, comportano meno pericoli per la salute rispetto alle attuali tecnologie e peggio ancora, per quelle passate.

Tra le numerose relazioni sull’argomento, vale la pena segnalare quelle dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), del Centro Radioelettrico la protezione dalle radiazioni non ionizzanti, Icnirp (organismo non governativo e formalmente riconosciuto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità) e, appunto, dell’Istituto superiore della sanità. 

Nel 2019, un gruppo di cittadini, ha raccolto 11 mila firme in una petizione consegnata al parlamento Italiano. Si tratta di: Alleanza Stop 5G, gruppo che ha l’adesione del magazine Terra Nuova: Oasi Sana; Associazione italiana elettrosensibili; Associazione elettrosmog Volturino; Istituto Ramazzini; Associazione obiettivo sensibile; comitati Oltre; MCS; No Wi-Fi Days. Durante l’audizione, sono stati citati uno studio dell’istituto Ramazzini (onlus) e un altro, simile, dell’americano National Toxicology Program, da cui risulta un possibile aumentato rischio di tumore per l’esposizione di ratti a onde elettromagnetiche su frequenze usate dal 2G e dal 3G.

Nel secondo caso, i ratti sono stati esposti da quando erano feti fino al momento della morte naturale. Lo stesso istituto Americano, nota che i risultati non possono essere trasposti sugli esseri umani, dato le potenze assorbite dagli esemplari sono stati di circa un ordine di grandezza più alti rispetto all’uso di un cellulare. L'Icnirp, ha descritto come poco significativi i due studi, i quali comunque non riguardano le frequenze 5G ma solo le possibili conseguenze dell’esposizione massiccia e prolungata a campi elettromagnetici l'Istituto superiore della Sanità ha dapprima ricordato che: le attuali linee guida internazionali e ufficiali (vedi Iarc e Oms), non evidenziano nessun rischio per le antenne cellulari perché le potenze utilizzate nella realtà sono di gran lunga inferiori rispetto a quelle che hanno sollevato qualche timore negli studi sperimentali sui ratti. Ciononostante, sia chiaro che un ratto sottoposto a radiazioni ionizzanti d'intensità abnorme, dunque assolutamente al di sopra di ogni limite consentito, avrà inevitabilmente delle modificazioni cellulari, come a dire che bere 50 litri di acqua possa far male ...

Le linee guide internazionali, definiscono "possibilmente" cancerogeno, solo l'utilizzo esasperato dei cellulari (cosa molto diversa rispetto alla presenza di antenne, perché la vicinanza della fonte al nostro cervello aumenta di tanto l’assorbimento delle onde) ovvero il livello più basso di rischio. Nelle fantasiose relazioni degli “apocalittici” sui presunti danni del 5G, ci si dimentica che i telefoni Etacs degli anni '90, sviluppavano 2W (costanti) contro i 250mW (picco) di quelli attuali e, dal 2022, per i lunghi trasferimenti, si utilizzeranno le frequenze a 700Mhz, ovvero le stesse che utilizzavano le radio e le televisioni (prima del passaggio al digitale) per il trasferimento dei segnali analogici ma con potenze centinaia di volte inferiori (-log10). Voglio rimarcare che la rete a 700Mhz è stata “liberata” ultimamente dalle tv (transitate a 2Ghz) per lasciare spazio al 5G. Spostando l'attenzione su le altre frequenze di trasmissione, ovvero quelle al di sotto dei 6 giga (l'attuale frequenza utilizzata dai modem wifi casalinghi) in vari anni di utilizzo, non sono emersi rischi dimostrabili per la salute se non il campo radioelettrico intrinseco sviluppato dalla frequenza E.r.p.

A questo punto gli apocalittici ci terrorizzeranno per le dimensioni delle antenne che aumenteranno per la grandezza della forma d’onda. Ci si può chiedere poi se il 5G, usando nuove frequenze “millimetriche a 24Ghz” possa esporre a rischi diversi e maggiori per la salute. È appunto questo l'allarme lanciato da chi adesso, chiede lo stop della tecnologia già operativa negli Stati Uniti e in allestimento in tutta Europa. Le nuove frequenze sono più elevate rispetto a quelle usate ora dai cellulari e serviranno, tra l’altro, a creare celle molto piccole e numerose nelle nostre città. Il segnale su frequenze elevate penetra e si diffonde meno bene, ecco perché le celle devono essere più piccole e capillari. Questo vuol dire anche, come nota l’Istituto superiore della sanità, che le potenze utilizzate saranno più basse e le onde elettromagnetiche si fermeranno a livello superficiale della pelle. Inoltre c’è da sapere che, a seconda della tecnologia, si producono campi elettromagnetici di potenza diversa.

Quindi, telefonare in 3G e 4G invece che in 2G, riduce considerevolmente le radiazioni cui è esposta la testa. I telefoni cellulari 4G, regolano la loro potenza in modo molto più efficiente rispetto ai dispositivi Gsm, perché, una volta agganciata la cella, utilizzano in media soltanto 1% per cento della potenza di trasmissione massima possibile. Chiedetevi come mai se lasciate distrattamente il telefono acceso in aereo la batteria si consuma velocemente…

Mi è capitato di sentire un medico sconsigliare l’utilizzo dell’auricolare Bluetooth per via delle malefiche radiazioni.  
 
Il Bluetooth è una tecnologia del tutto sicura, sia per gli adulti sia per i bambini. Il motivo principale è che la potenza del segnale è bassa, addirittura inferiore a quella di una normale rete Wi Fi casalinga.
 

Il Bluetooth è infatti diviso in quattro classi in base alla potenza di trasmissione.

Le cuffie Bluetooth fanno male alla salute? | AudionTheGo

Per essere ancora più precisi, esistono dei numeri da analizzare nel dettaglio, si tratta dei valori SAR (acronimo di Specific Absorption Rate, cioè tasso d’assorbimento specifico), che misurano la velocità con cui l’energia viene assorbita dal corpo umano quando viene esposta alle onde radio.
L’Unione Europea ha fissato il valore massimo di SAR a 2 W/kg (watt per chilogrammo). Sotto questo valore, l’esposizione alle onde elettromagnetiche è considerata perfettamente sicura. Tutti gli smartphone in commercio, infatti, non superano tale soglia, anzi, alcuni tra i modelli più recenti si collocano anche al di sotto degli 0,5 W/kg. 
Tenendo presente che i dispositivi a tecnologia Bluetooth emettono onde dalla potenza davvero bassa, ben al di sotto dei cellulari “più virtuosi”, va da sé che possono essere usati in tutta serenità. 
 

Sarebbe il caso di attuare severe politiche sanzionatorie verso chi, soprattutto medici, raccontano scemenze basate sul nulla al solo fine di manifestare saccenza con i propri assistiti. 

Chi cerca visibilità e sbandiera studi fantascientifici si dimentica di elencare gli enormi vantaggi che questa nuova tecnologia in un futuro, ancora troppo lontano tramite una latenza di trasmissione praticamente azzerata riuscirà a offrirci; le automobili, ad esempio, sincronizzeranno la propria posizione con quelle vicine, pertanto agli incroci non avremo più paura di essere travolti e, con lo stesso principio, le auto non invaderanno la corsia di marcia inversa... ne vogliamo parlare con i parenti delle vittime d'incidenti stradali? Cosa dire dei passaggi a livello che non si chiudono o scambi che non si azionano per latenza d'informazioni al passaggio dei treni?

I chip sotto pelle per monitorare le funzioni vitali delle persone malate sono una realtà (tele diagnostica), le stampanti tridimensionali capaci di "stampare" un cuore con cellule al posto dell’inchiostro, esistono e vanno solo perfezionate. Le biotecnologie permetteranno a breve di aiutare i malati di Alzheimer collocando memorie supplementari connesse a elaboratori esterni. Non posso concludere ricordando quanto il Covid19 abbia limitato gli spostamenti aumentando esponenzialmente la richiesta di smart working e didattica da casa, settori in cui l'Italia è ancora fortemente limitata dalla mancanza di collegamento ultra veloce.

Rimane la consolazione dell’insipienza di questi convegni, considerando che ormai in tutt’Italia, il cablaggio della Fibra Ottica è quasi completato. Sarà dunque possibile irradiare 5G senza ricevere necessariamente un segnale R.F. Confidiamo fiduciosi nel 6G che già in fase sperimentale ha raggiunto i 206,35 Gbps. abbattendo il confine tra velocità digitale e velocità reale.

L'unico vero problema, come ricordava il Presidente Americano Trump è quello della protezione dei dati, ma questa è storia diversa. 

Dalla penna felice di Edoardo Maruca 

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