Giornalismo & Docenze

CYBERBULLI & CYBERPUPE 2 - Anno scolastico 2020

Il Pericolo viene dal Computer accanto...

Un’altra avventura attraverso Istituti Scolastici di ogni ordine e grado, insieme ai racconti di centinaia ragazz,i che ci hanno fatto conoscere pericoli che non avevamo mai considerato, amici che amici non erano, parenti che … 

Cyberbulli & Cyberpupe 2

L’idea ha preso spunto dalla lettura dei dati di un recente studio dell’Istat che, incrociati a quelli di una ricerca Microsoft e un’indagine nazionale sulla Condizione dell’Infanzia e dell’Adolescenza, fotografano la situazione degli ultimi anni. Tutte le indagini evidenziano l’aumento esponenziale del fenomeno che ha assunto enormi proporzioni per la diffusione e incisività. 

Che cos’è il Cyberbullismo 

Il cyberbullismo è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione. Questa forma di bullismo è particolarmente insidiosa e sempre più diffusa tra i ragazzi, frequentatori assidui di social network. Si definisce cyberbullismo, qualsiasi azione aggressiva ed intenzionale eseguita persistentemente attraverso strumenti elettronici (sms, foto, video, e-mail, chat rooms, istant messaging, siti web, etc.), da una persona singola o da un gruppo, con il deliberato obiettivo di far male, danneggiare, intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio, un coetaneo che non può facilmente difendersi. 

Analisi del Bisogno 

Dai dati Istat emerge che poco più del 50% dei ragazzi ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento. Nel 9,1% dei casi gli atti di prepotenza si sono ripetuti ogni settimana; a subire costantemente comportamenti offensivi, non rispettosi o violenti sono stati nel 22,5% dei casi i ragazzini fra 11 e 13 anni e nel 17,9% dei casi gli adolescenti fra 14 e 17 anni. 

Secondo il nuovo studio Microsoft Digital Civility Index, che analizza le attitudini e le percezioni sia degli adolescenti (13-17), sia degli adulti (18-74), in quattordici Paesi, il 65% degli intervistati è stato vittima di almeno uno dei principali pericoli individuati. Nello specifico, di contatti indesiderati (43%) e molestie (41%). Più della metà (51%) ha incontrato di persona l’autore della minaccia, ma la percentuale sale al 58% se si considerano le fasce d’età più giovani. La foto di un momento intimo diffusa senza autorizzazione, le offese sempre più pressanti, i contatti indesiderati, sono alcuni dei rischi ai quali le persone si sentono esposte online. La sensazione d’isolamento e impotenza, davanti a questi problemi, è ricorrente: il 62% degli intervistati ha dichiarato di non sapere dove trovare aiuto quando s’imbatte in un rischio on line ...

Le nostre Lezioni/Dibattito 

Cyberbulli & Cyberpupe, rappresentato in circa 20 Istituti Scolastici Superiori di primo e secondo grado della provincia di Cosenza e alla presenza di più di 800 studenti, ha avuto un riscontro inaspettato a giudicare dalla massiccia partecipazione; sicuramente un numero superiore a quanto stabilito di studenti partecipanti (…) ma anche Insegnanti e Dirigenti hanno apprezzato la nostra esclusiva formula progettuale. Possiamo dire convintamente che il nostro Progetto ha superato altre iniziative simili. Più offerta, più dinamicità, più interazione... 

Abbiamo scattato centinaia di fotografie nei vari Istituti e filmato numerosi incontri e davvero, mai come prima, i ragazzi si sono sentiti parte in causa. Ogni lezione, introdotta da un Giornalista Professionista, poneva al primo punto la percezione del problema ovvero: cosa sappiamo del Cyberbullismo? Fatti di cronaca, letteratura specifica, analisi tecnica. 

Essendo un problema così diffuso è diventato un problema di Civiltà. L’approfondimento Sociale è stato curato da una Pedagogista laureata (tra l’altro) in Media Education. La simulazione in aula di vari episodi di Cyberbullismo ha rappresentato uno dei momenti clou della lezione. I giovani attori, protagonisti delle scene di disagio, hanno spaziato dalla coercizione della vittima che forniva i dati delle carte di credito dei genitori o fotografie intime talvolta estorte con modi “gentili” alle vessazioni di vario tipo e, in alcuni Istituti Superiori, l’analisi e la rappresentazione, talvolta distorta del rapporto tra compagni di classe di diverse identità e orientamenti sessuali. Particolarmente delicato il profilo Psicologico dei ragazzi coinvolti in episodi di bullismo informatico e, come titola il nostro progetto, non solo le Cyberpupe ma anche i Cyberbulli hanno partecipato prima con timore e poi con maggior coinvolgimento ai dibattiti ponderati da due Psicologhe presenti per tutta la durata della manifestazione. In fase di presentazione, abbiamo ospitato tra gli altri: Professori Universitari, Ispettori della Polizia Postale e tecnici informatici mentre in tutte le lezioni, è stata presente un’illustre Dottoressa di Ricerca. 

Editoriale di Edoardo Maruca 

Responsabile del Progetto 

Il Cyberbullismo è sicuramente una distorsione del comportamento, un malessere dell’anima attraverso il quale siamo stati catapultati verso un mondo sommerso di cui conoscevamo solo l’esistenza. Racconti intrisi di dolore, sofferenze annegate nel silenzio, un viaggio, il nostro, attraverso il quale ci siamo trovati ad ascoltare le esperienze dei ragazzi nelle aule delle scuole in cui abbiamo tenuto le lezioni / dibattito. 

Cyberbulli & Cyberpupe è iniziato così, senza pregiudizi e con il solo convincimento di sciorinare dati ed informazioni accumulate in fase propedeutica ma alla fine siamo stati probabilmente noi ad imparare dalle storie delle vittime e da quelle dei predatori … 

Nei ricordi di ognuno riaffiora sempre un momento triste che ci accompagnerà tutta la vita e gli adulti di domani, dovranno probabilmente fare i conti con un episodio di molestie informatiche, considerandone la diffusione ormai smisurata. Certi attimi durano attimi, altri restano per sempre. Indelebili. 

Il Cyberbullismo è fatto di storie tristi, amicizie rubate, fiducia tradita, amori finti. 

I Cyber bulli si organizzano da soli e con premeditazione, studiano le debolezze, analizzano i “difetti” della vittima, oppure si muovono in branco come i lupi; il primo distrae l’attenzione e si pensa ancora di poterlo fronteggiare mentre gli altri, più vigliacchi, colpiscono ai lati, i morsi lacerano l’animo, le ferite grondano dignità perduta … quelle foto maledette concesse per gioco a cui ci si fidava, frasi tanto intime e personali sono ora in pasto al pubblico ludibrio; la vittima assiste immobile quanto sta accadendo sullo schermo, il respiro rimane in gola, le gambe si bloccano, il pianto è strozzato, ormai è in trappola, come in una gabbia senza sbarre dalla quale non si può fuggire. In Italia, una “Preda” su dieci, tenta il suicidio, ricordarlo fa bene … e ci fa male, insieme. Sembra che la parola rispetto e il suo significato siano dissipati in questa epoca malata, le sopraffazioni di ogni tipo hanno preso il sopravvento in ogni spigolatura del nostro quotidiano, anche nei momenti e per le cose più impensabili. Spesso difendersi è difficile e, a volte, si fa finta di non avere visto, sentito … capito, e così si finisce col diventare complici dell’infamia … silenti ed omertosi. E’ indubbio che il regresso d’educazione abbia dato un duro colpo alla civiltà dei comportamenti e che questa dovrebbe essere seguita in ogni manifestazione di vita ma evidentemente è troppo difficile. La difficoltà deriva dalla mancanza di cultura sociale, senza la quale non ci si accorge neppure di comportarsi come bestie. Va bene allora, cerchiamo pure i colpevoli e responsabili, ma dove cercarli: a scuola? Nelle famiglie sempre più disgregate? Crediamo veramente che incolpare modelli proposti dalla tv spazzatura o da Influencer tatuati da capo a piedi possa bastare? Quando un problema è così diffuso diventa un problema di civiltà, solo un’azione congiunta potrebbe contrastarlo ed è evidente come solo la cultura sociale possa migliorare le cose. La politica, pragmatismo di ogni filosofia, dovrebbe porre le basi per la sfida culturale e la riabilitazione di termini forse desueti: che fine hanno fatto l’etica e la morale e a quali riferimenti fa capo la nostra società? 

Osservazioni Pedagogiche a cura della dott.ssa Antonella Gallo 

Internet riflette la società in cui siamo collocati e, naturalmente, attraverso i siti, i social, i forum e quant’altro - fruiamo da chi o interagiamo con chi - riteniamo possa interessarci. La rete si insinua in ogni dove e momento della giornata diventando sempre più “friendly”, ragion per cui non abbiamo la consapevolezza dell’importanza del mezzo o dell’interlocutore. In effetti, i più non sono mai stati eruditi in merito e, contrariamente a quanto accade all’estero “ormai da molti anni” per noi Italiani, Internet appare una grande astronave da poter guidare senza patente, senza conoscerne i comandi; ad esempio cliccare “si, avanti o accetta” è diventato così comune da risultare ripetitivo se non addirittura noioso. 

Comunicare sui social le proprie emozioni o stati d’animo scavalcando ogni protezione della privacy è pratica comune della socialità al pari di una passeggiata o una telefonata con un amico. Viene scontato pensare che il mondo cambi e che sia semplicemente modernità al servizio della gente. Tuttavia dalle lezioni del corso Cyberbulli & Cyberpupe tenute in numerosi Istituti scolastici, sono emerse evidenti discrasie tra le intenzioni di utilizzo del mezzo ed il risultato ottenuto. 

Internet o più comunemente la rete non è un’esperienza che accade tra persone e, quindi, un incontro che si realizza nel rapporto interpersonale dei soggetti coinvolti; alla base non c’è nessuna apertura se non quella che potremmo accostare all’esperienza della visita fatta ad un vicino di casa … 

I più deboli, spesso soggetti appartenenti a sacche sub proletarie, subiscono facilmente condizionamenti sociali e culturali dall’ambiente che frequentano, anche se questi è una Community riportata su di un Social network o addirittura su Whatsapp … 

L’analisi del Cyberbullismo per il quale abbiamo lavorato negli ultimi mesi ha così trovato talvolta terreno fertile in soggetti con difficoltà familiari o ambientali e più frequentemente in soggetti dalla bassa scolarizzazione. 

La famiglia svolge un ruolo indiscusso sulla formazione della personalità del soggetto poiché, dalle esperienze affettive vissute in famiglia e dai modelli educativi ricevuti, dipendono identità e socializzazione, acquisizione dei valori e modalità di interpretazione del mondo circostante, ebbene il concetto di famiglia negli ultimi anni è stato totalmente rivoluzionato e la stessa per i motivi più disparati ha derogato alla Scuola la piattaforma educativa dei ragazzi. 

A Scuola manca la figura dell’educatore che accompagni i ragazzi verso la società in evoluzione; una figura di riferimento e di riconoscimento reciproco. Riconoscere l’altro in quanto persona significa essere responsabili nei suoi confronti. Mai un Cyberbullo ha la reale cognizione di quello che sta facendo e mai è veramente consapevole del livello di ostilità perpetrato ai danni della vittima. 

Gli Istituti scolastici, in assenza di figure specifiche, confidano sui docenti chiedendo loro didattiche per le quali non sono preparati e sottraendo in molti casi risorse al piano di studi. Emerge chiaro il bisogno di personale specializzato capace di instaurare, specie nei soggetti più difficili una relazione educativa compiuta come relazione di aiuto, cioè come un rapporto in cui una persona si attiva per facilitare la crescita e la maturità dell’altro che non si configura come soggetto da manipolare, ma come persona capace di auto compimento e di autorealizzazione. 

Osservazioni Psicologiche 

Conseguenze del Bullismo e Cyberbullismo

Durante il corso degli incontri è stato messo in luce, attraverso modalità integrate che hanno compreso lezioni frontali, “role-playing”, discussione dei dati statistici emersi in ogni singolo Istituto e momenti di discussione libera, come il Bullismo e la sua versione “virtuale” siano caratterizzati da comportamenti che procurano danni fisici e psicologici in modo intenzionale e consapevole, e si manifestano attraverso abusi di potere fisici e/o psicologici, attuati in modo reiterato e organizzato contro uno o più soggetti incapaci di difendersi in quel momento. 

Nel corso degli incontri sono state analizzate le diverse forme di bullismo e cyberbullismo, e sono state messe in luce le conseguenze, ad oggi ben documentate sia a breve che a lungo termine. Tra le prime possiamo annoverare: paure e preoccupazioni elevate, sensi di colpa e vergogna, senso di impotenza, isolamento sociale, difficoltà di concentrazione e nel rendimento scolastico, disturbi del sonno, dell’alimentazione e disturbi somatici nelle vittime; difficoltà scolastiche e isolamento sociale nei bulli; ansia generalizzata oppure riduzione delle abilità pro sociali e adozione di comportamenti aggressivi negli spettatori. 

Per quanto riguarda le conseguenze nel lungo periodo possiamo evidenziare: disturbi ansiosi e depressivi, problemi di scarsa autostima, rifiuto e abbandono scolastico, tentativi di suicidio nelle vittime; abuso di sostanze, alto tasso di incidenti stradali, problemi con la giustizia, fallimento scolastico, disturbi dell’umore e prognosi in disturbo antisociale di personalità nei bulli; disturbi d’ansia e difficoltà scolastiche negli spettatori. 

Pertanto questi fenomeni determinano nel lungo periodo conseguenze in tutti i soggetti coinvolti (compresi gli spettatori passivi fino a coinvolgere attraverso l’effetto “onda” anche le famiglie), spesso sotto forma di disturbi emotivi e comportamentali strutturati, ed è al fine di riduzione di tali problematiche che si rendono necessari interventi di sensibilizzazione e prevenzione a scuola. I nostri incontri, sono stati preceduti dalla compilazione di test anonimi di cui sotto forniamo un esempio. Ai ragazzi è stato chiesto se avessero avuto esperienze di Cyberbullismo e con quale frequenza. 

Dagli incontri svolti nelle scuole di primo e secondo grado della provincia di Cosenza e attraverso l’analisi statistica dei dati raccolti sulla diffusione del fenomeno attraverso un questionario in forma anonima inviato agli studenti delle scuole coinvolte attraverso una piattaforma online, abbiamo potuto osservare che i fenomeni di bullismo e Cyberbullismo risulterebbero realtà presenti sul territorio. Sebbene in gran parte degli Istituti sarebbero risultati presenti episodi di prevaricazione occasionali, quindi non caratterizzabili come bullismo in quanto non reiterati, una percentuale seppur inferiore avrebbe ammesso nel questionario online di aver subito nel corso della vita comportamenti di prevaricazione, aggressività e/o ostracismo sociale. 

Durante gli incontri a scuola e attraverso il confronto con gli studenti è stato possibile rilevare principalmente quanto siano ben conosciuti tra i ragazzi, in termini informativi e pratici, tali fenomeni e le loro diverse forme di espressione. Si sarebbe, in aggiunta, rilevata una maggiore tendenza ad attuare atteggiamenti o comportamenti aggressivi nei contesti rurali e suburbani rispetto ai centri urbani. È stato inoltre possibile mettere in luce come la richiesta di aiuto nelle vittime non sarebbe generalmente precoce e tempestiva: la stessa, infatti, avverrebbe con l’instaurarsi di conseguenze significative e ingestibili. 

Abbiamo tuttavia notato come la presenza di famiglie supportive e presenti caratterizzerebbero un fattore di protezione significativo, e potrebbero dunque ridurre le probabilità per i ragazzi di mettere in atto comportamenti di prevaricazione o di esserne vittime. 

È stato nostro obiettivo quello di promuovere conoscenza e sensibilizzazione di questi fenomeni, motivando i ragazzi alla consapevolezza e allo sviluppo di abilità prosociali e di gestione e fronteggiamento delle situazioni critiche attraverso un problem-solving efficace. 

Nei diversi incontri è stato possibile coinvolgere anche il personale docente ed è risultato chiaro quanto la loro collaborazione, così come quella di tutti gli attori sociali coinvolti, sia fondamentale nella prevenzione di situazioni di bullismo a sostegno di una cultura sociale ed educativa attenta ai bisogni della persona e che ne promuova uno sviluppo sano ed equilibrato.  

Conclusioni

Come abbiamo appena visto, in queste situazioni, non ci sono vincitori ed entrambe le parti rappresentano una sconfitta per la società. E’ un martire, infatti, sia l’individuo “la pupa” che subisce le vessazioni e i soprusi ma anche il prevaricatore – come avete visto il Bullo - il quale, da adulto continuerà a fare il prepotente sul posto di lavoro e ambiente domestico e, di conseguenza, allontanato ed isolato. 

Non ci sono dubbi per risolvere il problema è necessario incentivare il dialogo sia all’interno del nucleo familiare sia nelle Scuole. Chi di voi non ha mai parlato di questo problema con i familiari o con gli insegnanti è giusto che lo faccia. 

A Scuola, sicuramente è la professionalità dei vostri docenti che, quotidianamente vigilano per fare in modo di evitare qualsiasi tipo di disagio; in ambito familiare invece saranno i vostri genitori a costituire un deterrente per gli autori di azioni offensive. Ritengo che nella società in cui viviamo, la conquista della libertà e del rispetto, siano elementi necessari del vivere civile; per questo motivo le regole vanno rispettate sin da piccoli, affinché possa formarsi la personalità dell’uomo “giusto” del domani. 

 

Per la realizzazione di “Cyberbulli & Cyberpupe ringraziamo Francesco Zazzaro (caposquadra tecnici audio/video), Attori e Autori dei testi recitati oltre le numerose comparse. 

 

 

BLOG DI EDOARDO MARUCA

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