Giornalismo & Docenze

CHI HA PAURA DELL’UOMO NERO (…)

Questo progetto è differente…

Di Razzismo si è parlato migliaia di volte, numerose… mai troppe! 

Se ne parla come fenomeno sociale per comprendere o far comprendere, come l’idea di razza e diversità culturale in genere venga costruita e condivisa all’interno di gruppi che la utilizzano per discriminare i "diversi", generando stati ansiosi giustificati perlopiù dalla preoccupazione determinata dall’ignoranza, piuttosto che da un reale sentimento Xenofobo.  

Come si genera questa forma di pensiero nella mente individuale. 

Le varie forme di comunicazione razzista, spesso utilizzate per scopi politici, così come la Storia, (anche contemporanea) insegna, trovano terreno fertile nella mancanza di elaborazione della stessa, consolidando una certa “predisposizione al razzismo” nelle persone con alto analfabetismo funzionale.

La Paura del “diverso”

Alcuni anni fa, l’articolo “The neuroscience of race”, fece parlare della scoperta delle radici innate del razzismo. I ricercatori dell’università di New York avevano infatti scoperto, attraverso tecniche di “imagining cerebrale”, una reazione più intensa del centro (anche delle reazioni di paura). quando ai soggetti venivano mostrati volti di persone di razze diverse dalla propria. Una reazione simile sarebbe stata attivata anche dal semplice ascolto di un nome con una diversa fonetica ... Tale reazione, era indipendente dal fatto che queste persone avessero effettivamente un pregiudizio razzista o meno.

La conclusione a cui giungeva lo studio era dunque che, la visione di un volto con il colore della pelle diverso dal proprio, attiva una reazione automatica di allerta maggiore di uno del nostro stesso colore In base a questa prima reazione, nei nuclei cerebrali profondi qualcuno ha iniziato a parlare dunque di razzismo innato.

“Cerchiamo di vivere in pace, qualunque sia la nostra origine, la nostra fede, il colore della nostra pelle, la nostra lingua e le nostre tradizioni. Impariamo a tollerare e ad apprezzare le differenze. Rigettiamo con forza ogni forma di violenza, di sopraffazione, la peggiore delle quali è la guerra.” 
Margherita Hack 

Analisi del Bisogno

Scientia Rerum Rei Publicae Salus

L’Italia è il Paese con la percezione più distorta in Ue sulle presenze degli Immigrati. Alcuni tra noi, sono arrivati a credere che i “diversi” possano costituire una qualsivoglia minaccia per lo Stato, per le radici Religiose o per la sicurezza personale ed infatti, sul fenomeno "le percezioni contano più dei dati concreti", come scrive l'Istituto Cattaneo, che ha elaborato la ricerca e che sottolinea come i dati vengano spesso presentati in maniera “partigiana” dai partiti.

I cittadini italiani sono quelli che in Europa hanno la percezione più distorta dell’immigrazione: il 73% della popolazione sovrastima le presenze. Siamo anche tra i più ostili al fenomeno! A spiegarlo è una ricerca dell’Istituto Cattaneo, che sottolinea come la non conoscenza del numero reale di immigrati, faccia emergere “una relazione positiva tra l’errata percezione del fenomeno migratorio e l’atteggiamento verso l’immigrazione”.

All’aumentare dell’ostilità verso gli immigrati, aumenta anche l’errore nella valutazione sulla presenza di immigrati nel proprio Paese”. La conclusione è che “l’Italia si conferma il Paese collocato nella posizione più ‘estrema’, caratterizzata dal maggior livello di ostilità verso l’immigrazione e le minoranze religiose “. Ad ogni modo, osserva il Cattaneo, da questa correlazione non è possibile stabilire nessun nesso di tipo causa-effetto, nel senso che l’atteggiamento fortemente negativo verso l’immigrazione, potrebbe essere la causa di una sovrastima degli immigrati presenti nella società così come potrebbe esserne la conseguenza.

All’interno dell’Europa - si legge nello studio “Immigrazione in Italia: tra realtà e percezione” - il (31,5%) non sa fornire una risposta sulla percentuale di immigrati che vivono nei loro Paesi. In alcuni casi, (Bulgaria, Portogallo, Malta e Spagna) la percentuale di chi non sa rispondere supera abbondantemente il 50%, mentre, l’Italia, si attesta al di sotto della media europea. Gli italiani, infatti, che non sanno rispondere sono il 27%”.

Dalle interviste fatte in Italia dall’Istituto, risulta un maggior distacco (in punti percentuali) tra la percentuale di immigrati non-Ue realmente presenti in Italia (7%) e quella stimata, o percepita, pari al 25%. L’errore di percezione commesso dagli italiani è quello più alto tra tutti i paesi dell’Unione Europea (+17,4) e si manterrebbe ugualmente elevato anche se considerassimo la percentuale di tutti gli immigrati presenti in Italia - che, secondo i dati delle Nazioni Unite, corrispondono attualmente al 10% della popolazione (cresciuti di oltre 6 punti percentuali rispetto al 2007).

Cosa vogliono da noi “questi negri”

  • Pace … la stessa che desideravano i trecentomila italiani d' Istria costretti ad abbandonare la propria terra dalla furia della Guerra.
  • Lavoro, come quello delle centinaia di migliaia di Italiani emigrati in America agli inizi del 900 e più tardi in Argentina, Cile, Francia, Germania, Svizzera, Venezuela
  • Tra il 1861 e il 1985 hanno lasciato il Paese, senza farvi più ritorno, circa 18.725.000 di Italiani
  • Libertà di pensiero e religione; assicurati dalla nostra costituzione 
  • Diritto alla Sanità, alla Dignità e alla Vita.

Da cosa fuggono

Guerra e Carestia sono parole difficili, ma assumono una forte variabile interpretativa per chi legge e anche per chi scrive.

La congettura che serpeggia sempre più diffusamente è quella che siano perlopiù fesserie e rimaniamo basiti quando leggiamo che nella identificazione della polizia nei centri di prima accoglienza, emergano figure professionali come Medici, Ingegneri, Architetti o Maestri Professionali.

Da dove Fuggono

Le persone che attraversano il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni fatiscenti non scappano da alcuna guerra. Ma chi sono i migranti che arrivano in Italia, e da cosa fuggono, se non dalla guerra? L’analisi di dati e casi concreti mette in luce un punto fondamentale: a rischiare la vita (e meritare protezione internazionale), non sono affatto solo i siriani.

Dati e tabelle Unhcr

Sono moltissimi i Paesi in cui il livello di tutela dei diritti umani è così scarso che qualunque civile rischia di subire un grave danno alla persona (solo per citarne alcuni Eritrea, Gambia, Pakistan). In altri, invece, come Nigeria e Somalia, lo scontro tra gruppi armati costituiti su base etnica o religiosa, determina l’esistenza di caos politico e ‘stati di conflitto’. 

Le nazionalità più rappresentate negli sbarchi 2016 sono Nigeria (21%), Eritrea (12%), Sudan, Gambia e Costa d’Avorio (tutte al 7%). Dunque è vero che si è arrestato il flusso dei migranti in fuga dalla Siria, ma, non è cessato quello di chi fugge da stati di conflitto o gravi violazioni dei diritti umani. 

Perché alcuni Bambini non hanno paura dell’uomo nero …

Non tutti i bambini hanno paura, la creatura immaginaria che vive sotto i letti, negli armadi e dietro gli angoli bui. Non è improprio infatti pensare che, dietro uno stile genitoriale e Sociale insicuro, si celi il significato “attento: il mondo è pericoloso”, e quindi una “cultura dell’insicurezza”, mentre uno stile genitoriale sicuro si basi su un assunto più fiducioso. L’educazione può essere uno dei fattori, ma non l’unico. Condizioni storico-sociali, economiche, o anche solo contingenti, possono ugualmente incidere a determinare un cambiamento della nostra posizione.

Calabresi e “Nivuri” …

In Calabria, sono quasi 6000 i richiedenti protezione con una incidenza molto superiore alle altre regioni del Meridione d’Italia. I cittadini stranieri sono circa 100.000 ovvero, il 5% della popolazione, con un tasso di crescita del 6% annuo e sperare in una inversione di tendenza appare improbabile. Nella nostra Regione sono quadruplicate le iscrizioni a Scuola di ragazzini “Multicolor” nell’arco di un decennio e, la “nostra” società, si avvia ad essere sempre più multirazziale.     

“Gli intolleranti, spesso, sono soltanto ignoranti. Non dispongono di termini di paragone, giudicano il mondo chiusi nel loro angolo. La possibilità di confronto è una ricchezza, una gioia e una fortuna. Insegna la prospettiva, i modelli e le relazioni. Essere aperti è un vantaggio; e non costringe a dimenticare le proprie origini, come pensa qualcuno."
Beppe Severgnini

Il Razzismo “Ammucciato” …

Manifestare diffidenza e poi disprezzo per le persone che hanno caratteristiche fisiche e culturali diverse dalle nostre. Si tratta di un comportamento universale e si manifesta da sempre ed ovunque e dipende, in gran parte, dal tipo di educazione ricevuta; ad esempio in Germania, durante il nazismo, a scuola si insegnava ai ragazzi a disprezzare ed odiare la razza ebrea perseguitata e quasi sterminata (oltre sei milioni di morti) nei campi di concentramento durante la Seconda Guerra Mondiale.

Sempre secondo la sua analisi, il razzista è colui che pensa, in modo più o meno cosciente, che tutto ciò che è troppo differente da lui lo minacci nelle sue tranquillità e sicurezza. Spesso si tende a diffidare dagli stranieri, se sono più poveri di noi o miseri per paura che loro possano in qualche modo portarci via qualche cosa, oppure possano infettarci qualche malattia ciò accade quando i “diversi” sono una minoranza; quando invece diventano numericamente più significativi, si può cominciare ad avere un timore inconscio e quindi a sviluppare pensieri violenti nei loro confronti.

In Italia il razzismo è reato 

La Costituzione Italiana per prima condanna ogni forma di razzismo, sancendo all’art 3 che “tutti i cittadini, e per essi si intendono anche gli stranieri sul nostro Paese, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,di  condizioni personali e sociali”.

Con il Decreto Legislativo 21/2018, i contenuti della Legge Mancino sono trasfusi nei nuovi artt. 604bis e 604ter del codice penale, ossia, i reati in tema di discriminazioni razziali, etniche, nazionali e religiose.

Intitolati “Dei delitti contro l’eguaglianza”, i due nuovi articoli sono rubricati rispettivamente: “Propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” e “Circostanza aggravante” e puniscono, salvo che il fatto costituisca più grave reato: 

  • chiunque propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (reclusione fino ad un anno e 6 mesi o multa fino a 6.000 euro);
  • chiunque, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (reclusione da 6 mesi a 4 anni);
  • chiunque partecipa o presta assistenza ad organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (reclusione da 6 mesi a 4 anni);
  • chiunque promuove o dirige organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi aventi tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi (reclusione da 1 a 6 anni).

La Mamma dei Cretini è sempre Incinta

L’ignoranza può avere vari significati interpretativi, ad esempio la non conoscenza di un problema o di una determinata materia; può anche essere una colpa per chi non intende o si rifiuta di capire le questioni della vita, quelle materiali e immateriali. È Ignorante chi non percepisce la demarcazione tra bene e male, giusto e sbagliato, capire cosa sta accadendo e, se possibile, poter scegliere; è ignorante.  chi non cambia idea dopo aver elaborato un concetto. L’intollerante, il classista. il delinquente … ma anche chi non sa fare 2+2, perché essere ignoranti è una colpa. Ecco perché è indispensabile che ogni essere umano, abbia la voglia e la costanza di apprendere e capire quello che sconosce se possibile e, più ancora, sè stesso…  

Probabilmente non basta tutta la vita per avere una conoscenza tale da definirla cultura e più della famiglia, della scuola o della comunicazione può la curiosità. Essere curiosi di conoscere sviluppa in noi la consapevolezza dell'essere e la voglia di capire le cose. Chi non è consapevole perché non possiede conoscenza come fa a prendere decisioni, come fa a scegliere o preferire che strada percorrere se non conosce neppure il proprio obiettivo? 

“Gli ignoranti saranno sempre ignoranti, perché la forza è nelle mani di chi ha interesse che la gente non capisca.”
Cesare Pavese

Più sei Ignorante più sei Razzista

Apprendere è un obbligo che abbiamo verso noi stessi e verso "gli altri" dai quali la nostra esistenza non può prescindere... L'ignorante è facilmente riconoscibile, come avesse una lettera scarlatta marcata a fuoco; parla a raffica, si dimena, cambia discorso, alza la voce e sovrasta l’interlocutore, talvolta inerme perché a sua volta ignorante. L’ignorante ha paura di tutto quello che non capisce o non vuole capire, sia questi l’uomo nero, la pecora dolly o un termine composito. 

Si dice che è meglio avere a che fare con un delinquente intelligente piuttosto che con un ignorante. La spiegazione sta nel fatto che quando l’interlocutore è intelligente, si capisce se agisce nel versante di una logica e, quindi, si possono prendere le contromisure. L’ignorante non ha alcun punto di riferimento, con la conseguenza che non si può tracciare nessun percorso, né fissare nessun obiettivo. 

Ecco perché l’ignoranza è peggio della ndrangheta.

Abbandono scolastico, i dati tornano a crescere: a 18 anni il 14% dei ragazzi molla. Peggio solo Malta, Romania e Spagna

Peggio di noi ci sono solo, tra i Paesi Ue, Malta (17,7%), la Romania (18,1%) e la Spagna (18,3%). I dati raccolti dall’Istituto di statistica non sono per nulla confortanti: le persone di 30-34 anni che hanno completato un’istruzione terziaria (università e altri percorsi equivalenti) sono state il 26,9%, una percentuale ancora distante dalla media europea (39,9%). Tra i Paesi Ue, soltanto in Romania il valore è inferiore (26,3%). L’Italia non è in testa alla classifica nemmeno per quanto riguarda la percentuale delle persone tra i 25 e 64 anni che hanno almeno il diploma. 

Negli ultimi 5 anni, in Calabria più del 21% degli studenti non è mai arrivato alla maturità. Numeri che salgono se prendiamo invece in esame gli ultimi 10 anni. Tuttoscuola ha analizzato i dati della dispersione scolastica regione per regione prendendo stavolta in esame la Calabria e le sue Province.

Dispersione scolastica in Calabria: i dati degli ultimi 5 anni

Stando ai dati analizzati, circa il 21% dei ragazzi residenti in Calabria si iscriverebbe alle scuole superiori senza diplomarsi mai. Prendendo ad esame l’ultimo quinquennio (2013/17), vediamo che, a Vibo Valentia, il tasso di studenti delle scuole superiori dispersi è superiore al 26%, seguita a ruota da Crotone dove invece il tasso di dispersione scolastica è poco meno del 25%.

Dispersione scolastica in Calabria: i dati degli ultimi 10 anni

Se prendiamo in esame l’ultimo decennio, il triste primato di studenti “perduti” tra i banchi di scuola va ancora a Crotone, dove il tasso di dispersione è di quasi 1 ragazzo su 3, il 31% per l’esattezza. La tabella riporta i dati complessivi della dispersione scolastica, registrata al termine di ogni quinquennio, a cominciare dal 2003-04/2007-08 per finire al quinquennio 2013-14/2017-18. In corrispondenza della provincia, viene riportato, nella prima colonna il numero di studenti iscritti ad ogni primo anno di corso a cominciare dal 2003-04. e nella seconda colonna, il numero degli studenti iscritti all’ultimo anno cinque anni dopo. Le ultime due colonne registrano il valore assoluto e percentuale della dispersione complessiva registrato nel decennio 2007-2017 al termine di ogni quinquennio.  


Studio e tabelle realizzate da Tuttoscuola 

“Di norma, gli uomini sono stupidi, ingrati invidiosi, bramosi degli averi altrui; abusano della propria superiorità quando sono forti e diventano delinquenti quando sono deboli.” 
Voltaire 

L’Ignoranza fa comodo alla N’drangheta

” La criminalità recluta solo ignoranti”. Nelle carceri minorili italiane non c’è nessuno che sia istruito ed essere Ignoranti, avvicina alla Criminalità. Il nostro Progetto analizza l’assioma Delinquente / Ignorante/ Razzista mettendo in “guardia” i ragazzi dal pericolo della dispersione scolastica e dell’analfabetismo funzionale.

Il nostro Progetto

Basta Sermoni in classe, gli studenti hanno diritto di sapere cos’è accaduto davvero; perché queste persone sono qui? Il rispetto passa attraverso la conoscenza diretta, il derelato lascia il tempo che trova. Extracomunitari in classe, (sotto la supervisione di Psicologi ed esperti della mediazione Culturale) che possano raccontare le proprie vicende confrontando le proprie ide e le proprie speranze con quelle degli studenti delle Scuole secondarie di primo e secondo grado, ragazzi, i nostri, spesso con una percezione distorta della problematica perché percepita dalla tv. A loro volta, i ragazzi, sotto l’egida di un Giornalista Professionista, intervisteranno gli “ospiti”, indagheranno le ragioni della migrazione forzata studiandone i motivi socio culturali ed infine, i “giornalisti in erba”, cureranno dei reportage sulla nuova geografia Umana...

Le azioni, saranno portate avanti attraverso una serie di incontri che comprenderanno “lezioni frontali” e momenti esperienziali peculiari oltre la simulazione di “episodi di insofferenza razziale” realizzati da Attori con il supporto di Psicologi ed Esperti della Comunicazione Multimediale.  

Gli “Attori Docenti” sono attori istruiti dallo Psicologo o Assistente Sociale ai quali verrà richiesto di simulare gli “errori” più frequentemente commessi dai ragazzi ed in grado di rispondere alle domande poste dagli stessi in fase di simulazione

Studenti Tutor

Può sembrare strano, ma molti extracomunitari non conoscono le informazioni più elementari della nostra società:

  • A cosa serve il 113?
  • Cosa poter fare con una tessera Sanitaria?
  • Quanto costa il biglietto dell’Autobus?

Ogni Adulto Razzista è stato un Ragazzo Ignorante, questa è l’occasione giusta per uno scambio Interculturale dal quale gli studenti potranno trarre spunto per riflettere e relazionarsi con delle persone che spesso vedono “diverse”

Metodica

La formazione, basata su incontri / Lezioni / Dibattito di circa due ore verrà effettuata nell’Aula Magna dei vari istituti Ospitanti ed in mancanza di questa, negli spazi indicati dal Dirigente Scolastico.

Obiettivi e Risultati Attesi

Gli obiettivi generali saranno volti a stimolare la discussione nelle classi coinvolte e modificare eventuali atteggiamenti scorretti quindi far emergere le esperienze. In particolare:

  • Conoscenza diretta di ragazzi “coetanei” vittime della Emigrazione Forzata;
  • Avviare i ragazzi verso strategie comportamentali per ridurre comportamenti a sfondo razzista indotti dalla cattiva conoscenza delle persone e dell’argomento;
  • Divulgazione delle conoscenze riguardanti le problematiche socio economiche e culturali che hanno costretto la migrazione forzata.
  • Sensibilizzazione del fenomeno e diffusione della cultura della solidarietà.  Legalità, rispetto delle Religioni e Culture diverse dalla “nostra “;
  • Interiorizzazione del valore della dignità umana;
  • Individuazione e sperimentazione strategie innovative per affrontare il fenomeno.

 

 

Per informazioni su metodica, durata e costi telefonare al 346 2373945.

 

 

 

 

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